Laura Cristin




Incontro con Ryosuke Cohen a Firenze

Category : mailart, performance set 28th, 2014

16 settembre 2014, Firenze: è stata un’occasione unica e meravigliosa per incontrare Ryosuke Cohen, la sua arte, nuovi amici al Circolo degli Artisti casa di Dante, in una full immersion con i capolavori del passato. Tutto, alla fine è risultato “perfetto”. La collaborazione, il desiderio di capire l’arte, il Giappone si sono dispiegati/risolti nella semplice umanità e partecipazione del momento.

clockwise from bottom left: 1) still frame from the video of the performance “Sherena Velella” in Ponza LT, 2)  Sherena Velella with Ponza harbour, 3) “Birth of Venus” by Botticelli at Uffizi, 4) Noriko Shimizu, Gianni Broi, Ryosuke Cohen, Laura Cristin outside Casa di Dante in Florence on September 16th, 5) Ryosuke at work, 6) detail of Tarots' ensign 2 “ear_th”, 2010, 7) performance at “Lo Stracquo”, September 14th, 2014, 8) silhouette portrait of Laura Cristin by Ryosuke Cohen, 2009

clockwise from bottom left: 1) still frame from the video of the performance “Sherena Velella” in Ponza LT, 2) Sherena Velella with Ponza harbour, 3) “Birth of Venus” by Botticelli at Uffizi, 4) Noriko Shimizu, Gianni Broi, Ryosuke Cohen, Laura Cristin outside Casa di Dante in Florence on September 16th, 5) Ryosuke at work, 6) detail of Tarots’ ensign 2 “ear_th”, 2010, 7) performance at “Lo Stracquo”, September 14th, 2014, 8) silhouette portrait of Laura Cristin by Ryosuke Cohen, 2009


Dal mio diario marittimo:
Martedì 16 settembre 2014, in tarda mattinata, vestita del mio abito di seta azzurro preferito, sono capitata a Firenze. Provenivo dall’isola di Ponza, dal centro di Mediterraneo, dove avevo realizzato la performance “Sherena Velella” al finissage di una mostra. Un non proprio agevole viaggio – in nave, autobus, treni in ritardo e per ultimo un taxi giallo — mi avevano infine condotto alla casa di Dante. Lì, insieme ai due miei pesanti bagagli ero stata prontamente e familiarmente accolta dalla presidente del circolo Graziella Marchini e dai partecipanti all’incontro. Attendevamo tutti Gianni Broi (il curatore) che arrivò poco dopo e Ryosuke con Noriko (sua moglie). La sala era/è bella, con i ritratti/ dipinti dei “macchiaioli” appesi alle pareti e tante riviste che lasciavano indovinare trascorsi interessanti. A tratti mi sentivo quasi intimidita dalla/e storia/e. Avevo già incontrato Ryosuke Cohen a Minden, in Germania nel 2009 e in quell’occasione mi aveva fatto il ritratto-silhouette (che ora campeggia nel mio studio) su uno dei suoi fogli brain cell per i quali è conosciuto nel mondo della mail art. Si tratta di collages di francobolli, adesivi, e altro che gli perviene dalla rete postale e che l’artista ri-compone per esprimere una sorta di essenza di ciò che sta succedendo nel mondo. Mentre eravamo tutti indaffarati/preoccupati di contattarlo, intorno a mezzogiorno, Ryosuke e la moglie si sono magicamente materializzati. Ryosuke era radioso, felice di essere lì. L’intervista che poco dopo è seguita non è sempre stata agevole per via della lingua e della complessità dei concetti. Ogni difficoltà si è dissolta tuttavia nella parte pratica. L’artista ha abbozzato il profilo dei presenti, uno per uno, su grandi fogli brain cell che aveva al seguito, mentre Noriko fotografava i soggetti per una migliore documentazione nel successivo completamento. Gianni era impegnato nel collage di una cornice intorno alla pergamena della cittadinanza onoraria che aveva preparato per Ryosuke, nonché nel ridimensionamento del poster in modo che potesse stare senza essere piegato nella cartella dei disegni. Oltre a colla e forbici, servirono alcune consultazioni per collocare un significativo frammento di arte postale di Gianni (un rettangolo verde con una talpina che si chiede “qual è la formula magica?”) incluso da Ryosuke in un brain cell inviato nel 1985 a una mostra di mail art degli Uffizi. Consigliai di incollare la talpina sul retro, al centro, dove poteva essere maggiormente valorizzata e viaggiare ancora in Giappone.
L’immagine della nascita di Venere del Botticelli, nell’atto di emergere dalle spume del Mediterraneo (Cipro) faceva capolino di tanto in tanto nella mia mente. Ma i capelli sonori che avevo usato nella performance di Ponza, e altri accessori per l’eventualità di un’azione d’arte vera e propria, rimasero nel bagaglio. Il fatto è che durante tutto l’incontro lo spirito della mail art aveva già preso forma/e nella sua dimensione più sincera. La cooperazione, il sentirsi allo stesso livello, il darsi da fare perché ciò che deve succedere, accada al meglio, al di là della visibilità e della promozione commerciale di se stessi… era quella la performance. L’arte più pura, forse è proprio di chi la fa con disinteresse e impegno, anche senza rendersene conto. “Esserci” era stata la performance che aveva potuto contare su numerose presenze del presente e del passato e che si concluse poco dopo, ciliegina sulla torta, con un gelato mangiato insieme e un caloroso goodbye!

Sherena Velella performance: ear_th 2

Category : in giro per il mondo, mostre, performance set 10th, 2014

Il 14 settembre 2014, a Ponza, presso il Museo Civico in via Roma, prendo parte al finissage della mostra “Lo Stracquo: l’arte che viene dal mare” con la performance “Sherena Velella”.

From bottom right, anticlockwise: 1) stranded chair used by Charlotte Menin for her installation “Conversazioni di fondo”, 2) Laura Cristin among her work “Sherena Velella” and “Optimist” by Kika Bohr, 3) Tarot ensign # 2, alias “ear_th” painted in 2010, 4) main nave of the collective exhibition “Lo Stracquo” at Museo civico of Ponza LT, 5) detail of my foot in religious mode while entering the chapel inside “The Temperance” by Niki de Saint Phalle at the Tarots Garden in Capalbio GR, August 2014. In the background: heARTs in Ponza's sky.

From bottom right, anticlockwise: 1) stranded chair used by Charlotte Menin for her installation “Conversazioni di fondo”, 2) Laura Cristin among her work “Sherena Velella” and “Optimist” by Kika Bohr, 3) Tarot ensign # 2, alias “ear_th” painted in 2010, 4) main nave of the collective exhibition “Lo Stracquo” at Museo civico of Ponza LT, 5) detail of my foot in religious mode while entering the chapel inside “The Temperance” by Niki de Saint Phalle at the Tarots Garden in Capalbio GR, August 2014. In the background: heARTs in Ponza’s sky.

Dopo aver indagato/lavorato sulla interiorità del feeling/filling con il quale ho riempito il busto tessile di “Sherena Velella” e averlo installato nella vela/onda di plastica blu ripescata dal mare insieme alle suggestioni delle velelle stracquate sulle spiagge di Ponza, è giunto il momento per una performance. L’occasione per interagire con l’intera mostra collettiva è il finissage de “Lo Stracquo”, V edizione di Ambientarte, domenica 14 settembre 2014 a Ponza. Il luogo esatto è il Museo Civico, alias “I Cameroni dei confinati” che si affaccia sul porto a fianco del Duomo e se ne sta sopra una grande cisterna sotterranea dell’acquedotto romano. Sarà il pretesto per far ritornare il mare, vero artefice delle opere, seppur in forma metaforica e per il tempo della performance, tra le opere esposte. Gli strumenti principali saranno un bastone della pioggia, lo stendardo dell’Arcano 2 dei Tarocchi che ho chiamato “ear_th” (e che esorta/invita ad ascoltare con gli occhi del cuore, come in terra, così in acqua), un leggero velo bianco in polietilene per la schiuma delle onde ecc. Insieme alle suggestioni delle opere, ai movimenti del mio corpo e alla musica di Dario Della Rossa. Arrivando nell’isola che se ne sta al centro del Mediterraneo (Long 12°E) dal profondo nordest nel quale vivo (Lat 45°N) e dove lo stesso mare si spinge più a Nord, segni e presenze che hanno colpito il cuore di molti, prenderanno non così effimere forme.

La mostra “Lo Stracquo” è promossa da Azienda Speciale per l’Economia del Mare, Comuni di Ponza e di Gaeta, Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea di Gaeta. Organizzazione a cura delle associazioni Cala Felci e Novecento